Il comitato “Per l’unità della sinistra ascolana” risponde a “Piceno al massimo”

July 13, 2009 by sinistradiffusaap

Ai rappresentanti dell’associazione “Piceno al massimo”

Con la stima da sempre manifestata nei confronti dell’esperienza amministrativa legata alla giunta provinciale presieduta da Massimo Rossi, il Comitato dei giovani “Per l’unità della sinistra ascolana” ringrazia pubblicamente i rappresentanti dell’associazione “Piceno al massimo”, sia per la lettera pubblica generosamente destinata ad uno spontaneo comitato giovanile di sinistra diffusa come il nostro, sia per l’invito alle due giornate di Grottammare, il 17 e 18 luglio.

Sì, ci saremo, e con convinzione.

Abbiamo cercato anche noi, nella nostra piccola esperienza di “movimento d’opinione”, durante questa difficile campagna elettorale ad Ascoli Piceno, di dare il massimo, con tutta la nostra speranza e tutto il nostro entusiasmo di giovani ascolani che non hanno alcuna intenzione di cedere di un solo passo verso il declivio dello scetticismo e della disillusione, verso il pantano della rassegnazione.

Abbiamo intenzione, anzi, di incarnare, raccogliere e dare voce a tutti quei giovani studenti o neo-laureati che ancora oggi sono costretti all’esodo dal territorio, alla ricerca di una capitale, italiana o europea, dove poter intraprendere il proprio percorso lavorativo ed esistenziale.

L’investimento sui progetti e sulle nuove generazioni, sull’innovazione, sulla coogestione del territorio e delle sue politiche, sullo sviluppo sostenibile e per il bene comune: sono queste, anche, le nostre parole d’ordine.

Il comune progetto è già in atto.

Comitato dei giovani
“Per l’unità della sinistra ascolana”

LEZIONI DA UNA SCONFITTA. QUALE FUTURO PER IL CENTRO-SINISTRA ASCOLANO

June 30, 2009 by sinistradiffusaap

LEZIONI DA UNA SCONFITTA. QUALE FUTURO PER IL CENTRO-SINISTRA ASCOLANO?

1. Premessa

La duplice sconfitta elettorale del giugno 2009 ad Ascoli Piceno e provincia ha lasciato un segno profondo nella coscienza politica dei tanti militanti, simpatizzanti, sostenitori e cittadini che si identificano nelle varie formazioni politiche, movimenti e associazioni, che costituiscono l’arco largo dell’attuale centrosinistra ascolano: il PD, le forze della Sinistra (Rifondazione, Verdi, Sinistra e libertà), l’Italia dei valori, L’alveare. Per la prima volta dal 1995, ad Ascoli l’area progressista è stata vicina alla vittoria alle elezioni comunali, contrariamente a tutti i pronostici; per la prima volta dal 1995, la provincia di Ascoli Piceno è passata nelle mani del centro-destra, in una sconfitta dal forte valore simbolico.

Il momento dell’analisi delle ragioni di un simile avvenimento è essenziale per capire quali sono stati gli errori commessi e cosa dovrà essere dunque cambiato. Benchè l’impatto di questa doppia sconfitta potrà non essere facile da metabolizzare, dobbiamo ripartire ora da quanto avvenuto per programmare il nostro futuro e sfruttare al meglio le forze vive emerse durante la campagna elettorale di Antonio Canzian, che ha visto convergere movimenti, personalità individuali ed energie da strati finora rimasti lontani dalla militanza attiva nel contesto politico locale. Da questo bisognerà ripartire: dall’aggregazione e non dalla divisione; da ciò che di positivo è emerso da questa campagna elettorale a tratti entusiasmante e non dai tatticismi divisivi che ne hanno minato il successo.

2. Dalle primarie per il sindaco alla sconfitta in Provincia e in Comune: la strategia suicida di Ascoli-Dem

La lunga campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Ascoli Piceno è stata inaugurata dalla novità delle primarie. Per la prima volta, i cittadini hanno potuto decidere chi volevano come candidato per il centro-sinistra alle comunali; questa novità ha portato un numero inatteso di persone a partecipare ad un processo partecipativo con ben tre candidati – sintomo di un pluralismo e di una vivacità politica positiva per la città. Le primarie hanno soprattutto permesso a persone non necessariamente iscritte al Partito Democratico di esprimersi e di dire la propria sulla selezione del candidato evidentemente sostenuto da tutta la coalizione. Si tratta di un patrimonio importante e non da sottovalutare: per la prima volta tutti, compresi elettori di Rifondazione o l’Italia dei Valori, hanno potuto prendere parte ad un processo selettivo dal basso del candidato del centro-sinistra.

Questo dato incontrovertibile è stato poi corroborato dal risultato a sorpresa delle primarie. Benchè il candidato favorito, secondo la maggior parte degli osservatori, fosse Giuseppe Brandimarti, i cittadini hanno preferito Antonio Canzian. Questo risultato ha testimoniato meglio di altro come il processo sia stato trasparente e innovativo, permettendo a Canzian di ribaltare il pronostico coinvolgendo la maggior parte dei cittadini che ha deciso di esprimersi. Questo dato elettorale e politico è stato però subito messo in discussione da una guerra sotterranea, volta a delegittimare la vittoria di Canzian: sin da subito voci riguardanti l’apporto fondamentale di elettori di centro-destra (giunti appositamente per manipolare il risultato della votazione) per la vittoria di Canzian (in quanto candidato con meno chances di vincere, rispetto a Brandimarti) hanno cercato di ridiscutere l’esito di un processo su cui, fino a poco prima, tutti erano sembrati trovarsi d’accordo. Questo tentativo di rimettere in discussione la candidatura di Canzian è poi proseguito nei mesi successivi attraverso la curiosa richiesta di tenere delle “primarie di coalizione” per coinvolgere gli altri soggetti politici di centro-sinistra – come se le primarie non avessero già visto la partecipazione di cittadini che si riconoscono nei valori e negli obiettivi di questa coalizione.

La realtà era ben diversa: una guerriglia strisciante, volta ad impedire ad Antonio Canzian di condurre la campagna elettorale secondo il mandato ricevuto dai cittadini attraverso le primarie, era cominciata. Diversi dirigenti del PD ascolano, in combutta con spezzoni vari del centro-sinistra e appoggiandosi alla sponda sempre comoda dell’UDC di Amedeo Ciccanti, hanno pensato bene di utilizzare ogni mezzo per fare pressione su Canzian e convincerlo ad accettare la loro linea. In questo senso, si spiega anche l’infinito dibattito su un accordo con l’UDC sin dal primo turno: la sconfitta di Brandimarti, il principale esponente di questa fazione, aveva fatto saltare tutti i piani in proposito; la vittoria di Canzian, e dello spontaneo movimento civile che lo aveva sostenuto, era giunta come una battuta d’arresto per l’inciucio di potere già pronto fra la dirigenza del PD e quella dell’UDC: la “base” aveva vinto contro la mala-politica della “dirigenza”.

Senza mai fermarsi, Luciano Agostini e Mauro Gionni hanno di fatto boicottato la campagna elettorale di Canzian, assumendo una linea politica completamente autonoma e impermeabile alla volontà chiaramente espressa dalla maggioranza dell’elettorato di centro-sinistra. In questa ottica va vista l’operazione svolta dal gruppo comunale “Ascoli-dem”, ispirato da Gionni ed Agostini, che ha indetto una vera e propria guerra di opinione contro Antonio Canzian. Nel frattempo, messaggi “in codice” e avvertimenti politici arrivavano da tutte le parti: piccoli segmenti dell’area di centro-sinistra decidevano di presentare candidature alternative a quella di Canzian o si dividevano sull’opportunità di appoggiare un candidato già scelto e votato da militanti e simpatizzanti. Il dibattito, sempre meno comprensibile per gli elettori, si tramutava così in una guerra per procura lanciata contro Canzian per condurlo a più miti consigli: il succulento accordo con l’UDC, portatore di voti clientelari e poltrone, non guardava in faccia a nessuno, tantomeno al popolo di militanti, simpatizzanti e normali cittadini che prendevano quotidianamente parte alla campagna d’ascolto del candidato ufficiale del centro-sinistra o decidevano di dedicare parte del proprio tempo alla campagna elettorale. Il “Comitato dei giovani per l’unità della sinistra ascolana” nacque proprio in questo contesto, spontaneamente, lanciando un invito all’unità della coalizione, per interrompere il decennale mal-governo della destra ascolana, e per interrompere anche la strisciante guerra fratricida che avrebbe alla lunga certamente logorato le possibilità di vittoria.

In un clima surreale di boicottaggio interno al PD e al centro-sinistra si giungeva così al primo turno. La vistosa ed eclatante assenza della stragrande maggioranza dei Giovani Democratici aggiungeva un altro tassello ad un quadro sempre più chiaro; alcuni di essi addirittura decidevano di fare campagna elettorale senza menzionare il nome del candidato sindaco sui propri volantini. Altre voci, molto credibili, indicavano che gli spazi elettorali per la campagna elettorale di Ciccanti erano offerti gratuitamente da un alto esponente del PD. Il quadro diventava sempre più chiaro: da una parte, i “burattinai” di questa guerra strisciante, che riempivano i giornali di dichiarazioni favorevoli ad un accordo con l’UDC, in totale contraddizione con la linea ufficiale del partito e della coalizione già espressa nella candidatura di Canzian; dall’altra, i “burattini”, forze politiche e persone utilizzate, talvolta a loro insaputa o con una certa ingenuità, ai fini di un regolamento di conti interno.

Il primo turno, come già detto, vedeva un’affermazione piuttosto positiva di Canzian, sebbene nettamente staccato da Castelli. Tuttavia, giorno dopo giorno l’isolamento politico del centro-destra diventava più tangibile, con la maggior parte degli schieramenti “terzi” che decidevano di appoggiare Canzian al secondo turno, rendendo sempre più concreta la possibilità di una clamorosa vittoria ai ballottaggi. In questa situazione, Canzian riusciva a tenere un profilo equilibrato e realista, cercando di mantenersi fedele agli impegni presi con gli elettori ma allo stesso tempo aprendo anche a quelle forze esterne alla coalizione e riuscendo a coinvolgerle.

Le speranze della maggior parte degli elettori di centro-sinistra erano destinate però ad essere deluse: la guerriglia interna al centro-sinistra non era finita. Voci inspiegabili su di un accordo segreto fra il centro-sinistra e Ciccanti cominciavano a circolare, gettando discredito sul candidato della coalizione; mentre incontri riservati nella Vallata del Tronto avevano luogo proprio per definire la strategia da seguire, non assieme ad Antonio Canzian ma nonostante lui. In questo clima surreale di guerra fratricida, al secondo turno il “miracolo” riusciva quasi a materializzarsi, a dispetto di tutto: Canzian perdeva solo per una manciata di voti, ad ennesima testimonianza della popolarità di una candidatura portata avanti secondo criteri di trasparenza, responsabilità ed etica politica; ma anche a testimonianza dell’enorme potenziale sprecato a causa di una strategia suicida di guerriglia interna al partito portata avanti da “dirigenti” come Luciano Agostini e Mauro Gionni.

Parallelamente agli sviluppi del Comune, in Provincia il centro-sinistra andava incontro ad un altro disastro politico. La giunta guidata da Massimo Rossi era stata anch’essa oggetto di un’azione di “mobbing” intenso. Un altro nemico della strategia di Agostini doveva essere rimosso: secondo una logica spartitoria e di breve respiro, alcuni dirigenti del PD avevano pensato bene di preparare il terreno alla defenestrazione politica di Massimo Rossi, reo di non essere espressione del partito di maggioranza della coalizione e quindi occupante “abusivo” di una poltrona troppo attraente per non essere rimessa in discussione.

Con grande anticipo rispetto alla scadenza elettorale del 2009, il PD decideva di logorare Massimo Rossi e la sua giunta. Succedeva così che i dirigenti del PD e degli altri partiti di centro-sinistra in dissenso con questa strategia venivano messi a tacere, mentre la voce che si era auto-incaricata di rappresentare una fantomatica volontà politica dei cittadini di centro-sinistra decideva che Rossi doveva essere estromesso. Il risultato non è tardato ad arrivare: il centro-sinistra si è così presentato inevitabilmente diviso alle elezioni, con Celani che riusciva invece a presentarsi in testa al termine del primo turno e a vincere nettamente il secondo – in una provincia come quella di Ascoli Piceno da anni baluardo del centro-sinistra.

Ancora una volta, la strategia di Agostini, Gionni e Ascoli-Dem si palesava senza inganni: l’obiettivo era quello di emarginare la sinistra della coalizione, aprendo invece all’UDC – un gioco partitico lontano dagli interessi dei cittadini, che invece chiedevano proposte per superare la crisi economica, culturale e sociale del nostro territorio. Invece di ascoltare i cittadini, come nella definizione del programma elettorale di Antonio Canzian, si preferiva seguire la strada del potere e delle poltrone: e quale partner migliore dell’UDC di Ciccanti? Le alleanza elettorali, stavolta più che mai, hanno definito chiaramente la natura dei progetti politici inseguiti dai politici di centro-sinistra del nostro territorio.

3. Il “Comitato dei giovani per l’unità della sinistra” chiede le dimissioni di Luciano Agostini e Mauro Gionni

La politica, però, è soprattutto una questione di responsabilità degli eletti davanti agli elettori. Agostini, Gionni e il gruppo di AscoliDem (da cui esoneriamo solo i Giovani Democratici, perchè siamo convinti che abbiano seguito certe logiche senza capire davvero in quale gioco stavano per essere coinvolti) hanno sbagliato, non solo perchè hanno seguito una logica fallimentare che ci ha portato alla sconfitta, ma soprattutto perchè non hanno esitato a ricorrere ad ogni mezzo pur di affermare la loro linea politica minoritaria all’interno del PD e della coalizione. Per questo chiediamo le loro dimissioni, in quanto gesto inevitabile dopo il disastroso risultato elettorale da loro ampiamente voluto.

Il “Comitato dei giovani per l’unità della sinsitra ascolana” lancia da questo momento una campagna d’opinione per chiedere, dal basso e in ogni modo, le dimissioni dei dirigenti del PD piceno.

4. Ripartire dai cittadini, ripartire dall’unità

Nonostante la sconfitta politica emersa dall’ultima tornata elettorale, possiamo trarre alcune utili lezioni da quanto avvenuto per delineare il futuro del centro-sinistra ad Ascoli Piceno e provincia. Il metodo usato, quello delle primarie, le richieste espresse dai cittadini nelle campagne d’ascolto, la definizione di un programma partecipato, l’allargamento alle forze non necessariamente partitiche che si idenficano con la coalizione di centro-sinistra (si tratti del PD, dell’IDV, dell’Alveare, di altre liste civiche, di Rifondazione, di Sinistra e Libertà o altro) rappresentano un’eredità che non può e non deve essere gettata via.

Il centro-sinistra deve anzi ripartire da un vasto processo partecipativo, allargato a tutte le manifestazioni della società che oggi non per forza si riconoscono in un partito o in un altro. Ascoli Piceno è piena di associazioni, organizzazioni, comitati e gruppi di cittadini che sono testimonianza dello spirito civico della popolazione – gente che compie il proprio dovere di cittadinanza attiva in forme diverse, non antagoniste alla politica ma pronte alla collaborazione, se opportunamente coinvolte. È impensabile oggi governare il territorio ancora con l’ottica partitocratica: i partiti sono essenziali alla vita politica del Paese e della nostra città e provincia, ma non sono più l’unico interlocutore civico.

In questo senso, le primarie, le tavole rotonde e le campagne d’ascolto costituiscono un doveroso punto di partenza per allargare a nuovi soggetti sociali il processo di partecipazione politica. Non si tratta di costituire accordi elettorali con partiti che si basano su logiche clientelari solo per raggiungere il potere – salvo poi essere condizionati da questi stessi partiti e inevitabilmente finire con l’essere “come tutti gli altri” e pertanto destinati alla sconfitta elettorale. La campagna elettorale di Canzian ha dimostrato che c’è una richiesta crescente di politica, ma di una politica sostanzialmente e formalmente diversa, realmente alternativa, trasparente ed etica. Da questo dobbiamo ripartire.

Chiediamo un processo unitario di tutta l’area del centro-sinistra ascolano, a partire dalla guida dell’area del PD che si è riconosciuta nella candidatura rinnovatrice e partecipativa di Antonio Canzian.

Chiediamo anche che i diversi segmenti della Sinistra di alternativa, quali Sinistra democratica, Rifondazione comunista, Verdi e Movimento per la sinistra, si decidano ad intraprendere un processo unitario fondato sui programmi, che possa, non disperdendo in maniera irresponsabile e suicida le rispettive percentuali, imporre alle prossime elezioni comunali una consistente area di Sinistra, a sinistra del PD.

Per quanto riguarda l’universo dell’attivismo civico, la militanza di base, associativa o individuale non rappresentata da alcun partito, quella che abbiamo insomma sempre chiamato “sinistra diffusa” e in cui come “Comitato dei giovani per l’unità della sinistra ascolana” ci riconosciamo, proponiamo la costituzione di una “Associazione delle associazioni”, che sappia unire e collegare in un unico coordinamento plurale e federale, assolutamente non centralizzato né diretto, le diverse associazioni giovanili, studentesche e culturali che si sono riconosciute e si continueranno a riconoscere in quel sogno comune di cambiare e rinnovare Ascoli, sogno rimandato per una manciata di voti, oltre che per il boicottaggio operato da lobby interne al PD, ma che presto saprà e dovrà realizzarsi. In questa “Associazione delle associazioni” di “Sinistra diffusa”, il nostro “Comitato” sarà ben lieto di confluire e sciogliersi.

I partiti di centro-sinistra (PD, IDV, Sinistra, L’alveare) sono chiamati a questo sforzo: mostrare un senso di responsabilità finora ampiamente latitante e partecipare ad un processo di ridefinizione della coalizione che non escluda nessuno, se non quelle forze che sono incompatibili con gli obiettivi di una politica di cittadinanza attiva e democratica. Bisogna uscire dalla logica degli accordi al centro; non si tratta di dipendere dai ricatti di qualche consumato politico locale, ma di dare un nuovo senso alla partecipazione dei cittadini.

Bisogna, ancor prima, cancellare dalla propria memoria politica e personale, le ferite del passato: la cancrena dei personalismi e delle guerre fratricide che fanno solo del male alla politica e alla cittadinanza. L’uomo politico non in grado di rinunciare alle guerre personali e ai conflitti del passato, si dimetta dai propri incarichi e lasci compiere il processo unitario dalle nuove generazioni. Solo mettendo, responsabilmente, una pietra sopra i conflitti personali del passato, sapremo creare una grande area di unità tra la sinistra alternativa, il centro-sinistra eticamente rinnovato, le liste civiche e i movimenti dal basso, un’area sana e fresca che potrà finalmente dare ad Ascoli il respiro e le prospettive che merita e che ancora una volta, per tutti i motivi che abbiamo qui analizzato, sono state rimandate.

1 luglio 2009
Riccardo Fabiani
Davide Nota

(Comitato dei giovani per l’unità della sinistra ascolana)

Dichiarazione del “Comitato dei giovani per l’unità della sinistra ascolana”

June 23, 2009 by sinistradiffusaap

Il risultato delle urne alle elezioni comunali di Ascoli Piceno, dimostra soprattutto che una campagna elettorale sana, eticamente pulita, chiaramente alternativa alla politica delle clientele, dei favori e degli appalti promessi, sa entusiasmare e potrebbe vincere anche in una città tradizionalmente legata alla destra come Ascoli.

Abbiamo sfiorato il miracolo ascolano. Si è perso per soli 427 voti, contro un impero economico, quello del Pdl e dei suoi finanziatori di riferimento, con la pressochè totale assenza, in campagna elettorale, di quella dirigenza del Pd ascolano che si riconosce nella lobby di potere “Ascoli-dem” e dei suoi fidi “Giovani democratici”, che ora saranno orgogliosi di questo loro primo grande risultato politico: aver vilmente servito l’area malsana del proprio partito, quella che per intenderci regala spazi pubblicitari a Ciccanti, e aver consegnato la città ad un sindaco di estrema destra, quando si poteva vincere, con un programma meraviglioso, scritto assieme alle realtà cittadine, e con un candidato credibile ed affidabile, per cambiare Ascoli e salvarla dalla morsa asfissiante delle oligarchie, delle lobby e delle massonerie.

Il “Comitato dei giovani per l’unità della sinistra ascolana” ha intenzione di denunciarlo chiaramente: la lobby “Ascoli-dem”, legata a Luciano Agostini, Roberto Allevi e Mauro Gionni, ha evidentemente boicottato il voto ad Antonio Canzian al primo turno, per rendere necessario l’apparentamento con l’Udc di Amedeo Ciccanti e destabilizzare così l’asse a sinistra. Questa strategia si è rivelata ben presto suicida e ha portato alla sconfitta di Canzian al ballottaggio, in un colossale atto di masochismo politico.

Sappiamo altrettanto bene che i “Giovani democratici”, per viltà personali e debolezze politiche, hanno colpevolmente disertato la campagna elettorale, dimostrandosi non all’altezza di gestire un’istituzione importante come quella di un organo giovanile di partito, che non può ridursi a nido di giovani portaborse di qualche dirigente e dei suoi affari personali.

Avere perso per un pugno di voti, contro l’impero economico del centrodestra e con l’ostilità delle lobby interne al centrosinistra, e cioè dell’alleanza di potere tra Agostini, Gionni e l’Udc di Amedeo Ciccanti, è un risultato straordinario che promuove, premia e incoraggia questa unità, limpida e popolare, tra l’area migliore del Pd, le forze della Sinistra (Rifondazione, Verdi, Sinistra e libertà), l’Italia dei valori e le liste civiche, per continuare a costruire, sin da domani, nei quartieri, nelle scuole, nelle assemblee, nei progetti politici per il bene comune, la futura e promessa “primavera di Ascoli”.

Davide Nota, Riccardo Fabiani, Massimo Bastiani

Parte la campagna per il ballottaggio “Se ami la tua città vota Antonio Canzian”

June 12, 2009 by sinistradiffusaap

Scarica e diffondi le cinque locandine della nuova campagna del Comitato: “Se ami la tua città vota Antonio Canzian”.
Puoi trovare i cinque file pdf da stampare, diffondere o inviare per email: qui

I sei punti programmatici proposti dai giovani del comitato “Per l’unità della sinistra ascolana”, durante l’incontro svolto il 30 aprile 2009 con il candidato sindaco Antonio Canzian

May 5, 2009 by sinistradiffusaap

Questi sono i sei punti programmatici che abbiamo proposto al candidato sindaco Antonio Canzian ed alla sua coalizione, composta per ora da Pd, Lista Canzian, Idv, Rifondazione, Verdi ed Mre. Su questi punti abbiamo chiesto anche la convergenza di altre forze, quali Ps, Sd e L’Alveare, convinti che solo nell’unità delle forze alternative al mal governo del centrodestra possa fiorire la speranza di cambiare questa città, per il bene di tutti e non solo per quello di qualche lobby cittadina.

1. Vocazione economica e polo di ricerca

Ogni anno centinaia di ascolani, privati della possibilità di studiare o lavorare nella propria città, sono costretti ad andarsene a Roma, Bologna, Milano o all’estero per poter realizzare le proprie legittime aspirazioni educative, professionali o artistiche. Questa crisi occupazionale è il frutto di decenni di politiche economiche locali volte a fare della città un’attrazione puramente turistica: mentre la deindustrializzazione colpiva Ascoli e sempre meno imprese trovavano conveniente investire nel nostro territorio, la risposta fornita dalle amministrazioni precedenti è stata parziale e semplicistica, puntando tutto sull’edilizia per amici e alleati, sui centri commerciali che stanno strangolando il tessuto commerciale locale e su un turismo che non potrà mai essere l’unica soluzione al declino economico della città. Se vogliamo bloccare il costante “dissanguamento” di risorse umane, talenti e capacità che ha visto la nostra città privarsi delle energie più fresche e utili negli ultimi decenni, dobbiamo finalmente scegliere la vocazione economica della nostra zona. Cosa vuole offrire Ascoli nell’economia globale? Quale sarà la specializzazione post-industriale del nostro territorio, oggi chiamato a competere con realtà completamente nuove e distanti come l’Asia o l’Europa Orientale? La città deve costruire un nuovo distretto produttivo legato ad un progetto di ricerca che permetta ad Ascoli di essere competitiva e attrarre risorse e talenti dal proprio territorio e dall’esterno. Crediamo che definire la vocazione economica della nostra zona sia perciò fondamentale per permettere agli ascolani di avere un’opportunità di studiare e lavorare nella propria città; e crediamo che la vocazione economica della nostra zona debba necessariamente essere definita da un polo di ricerca che attragga investimenti e talento e che produca innovazione e ricchezza per tutti.

2. Decentralizzazione delle attività e vivibilità delle periferie

L’idea con cui quasi tutti i cittadini ascolani si sono abituati a convivere in questi anni è quello di una città esclusivamente concentrata sul proprio centro storico, unico luogo degno di attenzione e cura in quanto gioiello storico-artistico e potenziale fonte di ricchezza turistica. In questo schema, le periferie sono state ridotte a dormitori o aree commerciali, prive di aree di aggregazione, centri di incontro per il tessuto associazionistico locale e iniziative culturali e ricreative. Il senso del vivere sul territorio, dello stare insieme è stato sostituito dall’alternativa fra spostarsi al centro o in un centro commerciale, fra non-appartenere al proprio quartiere e comprare; il piano regolatore è diventato terra di conquista, in cui gli appalti sono stati concessi con criteri di perpetuazione dello status quo e non di sviluppo delle aree in questione. Noi proponiamo una netta inversione di tendenza, in cui le periferie tornino “al centro” dell’attenzione politica: ogni quartiere periferico, a partire sicuramente dalla realtà del grande quartiere di Monticelli, dovrebbe avere almeno un centro polifunzionale per biblioteche, cineforum, sale prove, sale di proiezione, teatri locali, attività ricreative etc; il programma culturale stilato dal Comune dovrebbe prevedere un’equa redistribuzione delle iniziative fra centro e periferie, permettendo agli abitanti dei vari quartieri di vivere la propria zona; la stessa urbanistica andrebbe ripensata in un nuovo piano regolatore che includa luoghi di incontro e condivisione in periferia, nell’ambito di una città policentrica (e perciò stesso plurale e vivace).

3. Concertazione delle politiche culturali

La gestione della cultura, verticalmente intesa fino ad oggi come una serie di investimenti per lo più pubblicitari, rivolti verso l’esterno del territorio e vissuti in maniera esclusivamente passiva dalla cittadinanza, deve potersi e sapersi rinnovare in una nuova concezione, democratica e partecipativa, del vivere la città e le sue istituzioni. Ascoli Piceno pullula di energie culturali e di personalità artistiche che man mano sfaldano il proprio potenziale di entusiasmo e di inventiva nell’esodo di massa o nella rassegnazione locale. Noi chiediamo per questo motivo una politica culturale concertata dal basso, con le associazioni e con gli artisti operanti nel territorio; è necessario abbandonare la gestione feudale del centrodestra per dare vita ad una nuova gestione, partecipativa e democratica, della cosa pubblica; è necessario assegnare sedi fisiche alle associazioni giovanili, culturali ed artistiche, come accade in tutti i Comuni d’Italia; chiediamo di istituire un’assemblea mensile tra l’Assessore alla cultura e i rappresentanti delle associazioni ascolane, per organizzare collegialmente un piano artistico e culturale complessivo ed una equa e non clientelare distribuzione dei fondi pubblici.

4. Un nuovo turismo, tra tradizione e innovazione

Strettamente contiguo al tema culturale vi è il tema del turismo, oggi inteso come sterile e suicida riperpetuazione di format retorici senza alcun orizzonte di sviluppo o di crescita economica e culturale. Questa concezione di una città la cui vitalità turistica è fondata su pigrizia e immobilismo mentale va assolutamente superata, con forme di turismo legato all’innovazione, che possano rappresentare una possibilità di crescita interna, di lavoro qualificato, e un motivo di interesse extraterritoriale. Anche il nuovo turismo ascolano può e deve scegliere la propria vocazione, tra amore della tradizione e innovazione tecnologica. Proponiamo due Festival per rilanciare un nuovo turismo: un Festival dei nuovi linguaggi visivi ed artistici, che possa essere anche collegato con le Università di Architettura e di Disegno industriale, e un Festival scientifico, delle nuove tecnologie, che possa essere collegato al futuro Polo di ricerca. Crediamo che solo un turismo capace di rappresentare un tassello di un mosaico più vasto, formato da Università, Ricerca, qualificazione degli studi e gestione collegiale e partecipata della Cultura, possa aspirare a divenire competitivo e fonte di crescita e sviluppo.

5. Una nuova etica ecologica

Anche il tema ecologico può essere inteso come vuota retorica elettoralistica, se scollegato da un orizzonte razionale di senso e di bene comune. Noi non proponiamo la costruzione arbitraria di prati che saranno nel giro di pochi mesi abbandonati a sé stessi, costituendo l’ennesimo pretesto di spreco di fondi pubblici, appalti e scambio di voti. Noi proponiamo, invece, un razionale piano ecologico e verde che sappia ben collegarsi con l’ordito urbanistico e rappresentare un’occasione di incontro, di vivibilità e di utilità per l’intera cittadinanza. Proponiamo la costruzione di un’area verde che sappia collegare, con piste ciclabili e pedonali, la periferia al centro, e dove si possa instaurare un fermento anche commerciale, fatto di artigianato locale e di piccole attività ricreative. Proponiamo, collegata all’area verde, la costruzione di parchi finalizzati alla vivibilità e non solo alla pubblicità, collegati cioè con il calendario delle iniziative culturali; proponiamo infine la costituzione, sempre nell’area verde, di orti botanici, che possano essere curati ad esempio dall’Istituto agrario di Ascoli Piceno, ed essere al contempo forma di ricreazione per famiglie e bambini, ma anche potenziale commerciale per la cittadinanza.

6. Il polo delle idee e l’osservatorio sulla realtà

La nostra ultima proposta è quella di istituire un Polo di dibattito sulle idee, occasione di incontro e di scambio per il Sindaco e per la sua Giunta con tutte le proposte dei cittadini che intendono dare attivamente il proprio contributo alla gestione e al rinnovamento della città. Proponiamo inoltre un Osservatorio sulle esigenze lavorative delle nuove generazioni, un istituto che sappia cioè investigare i corsi di studio svolti dai giovani ascolani tentando di formulare, attraverso collegamenti con aziende, incentivi o nuovi piani economici e di sviluppo, una risposta razionale alla richiesta che ne risulta. Dobbiamo fare in modo che sempre più giovani ascolani abbiano la possibilità di tornare ad Ascoli Piceno per intraprendere il proprio percorso lavorativo ed esistenziale. Dobbiamo fare in modo che Ascoli Piceno inizi ad essere una città viva e vitale, di fermento e sviluppo, che guardi al futuro e al rinnovamento senza paura.


Comitato dei giovani “Per l’unità della sinistra ascolana”

Lettera aperta dei giovani “Per l’unità della sinistra ascolana” ad Emidio Catalucci (Sinistra democratica), Marco Regnicoli (L’Alveare) e ai dirigenti e militanti del Partito socialista.

May 3, 2009 by sinistradiffusaap

Mancano ormai poche ore alla chiusura dei termini per la presentazione delle liste elettorali. Abbiamo finalmente, come giovani cittadini, simpatizzanti o militanti della sinistra diffusa nella società civile, l’opportunità di cambiare le sorti di una città da troppi anni schiacciata da una politica cieca e basata esclusivamente su personalismi e rapporti clientelari.
La stragrande maggioranza dei giovani ascolani costretti a cercare altrove opportunità, chiede alla politica un unico grande impegno: la possibilità di intraprendere il proprio percorso lavorativo ed esistenziale nella città in cui sono nati.
Solo un programma di forte rinnovamento politico e culturale, capace di guardare ai problemi concreti di una gioventù sfiduciata da troppi anni di bassa politica (sottoscritta dal PDL di Celani e Castelli e dall’UDC di Ciccanti), potrà dare un orizzonte di senso alle nuove generazioni.
Solo una grande coalizione unitaria, che sappia raccogliersi attorno ai temi e agli orizzonti ideali della Sinistra, potrà perlomeno provare a realizzare questo sogno: una Ascoli democratica, di fermento e sviluppo.

Un numero crescente di ragazzi, associazioni giovanili e culturali, si è ritrovato proprio in questi giorni attorno ai seguenti punti programmatici, proposti ed accolti dalla coalizione che sostiene la candidatura a sindaco di Antonio Canzian:

1)      Riqualificazione delle periferie: per far sì che le periferie tornino “al centro” dell’attenzione politica; ogni quartiere periferico dovrebbe essere munito di un centro polifunzionale per biblioteche, cineforum, sale prove, ritrovo di associazioni locali, teatri, circoli ricreativi o sportivi autogestiti dagli abitanti del quartiere.

2)      La definizione di un polo di ricerca e di un distretto produttivo ad esso legato: per ridisegnare la vocazione economica del territorio, permettere ad Ascoli di essere competitiva e permettere ai propri cittadini di poter scegliere se lavorare e vivere nella propria città, svolgendo lavori qualificati e ben retribuiti;

3)      Distretto culturale: per una gestione dei fondi e delle politiche culturali concertata con le associazioni e con gli artisti operanti nel territorio; è necessario abbandonare la gestione feudale delle istituzioni per dare vita ad una gestione partecipativa e democratica; è necessario assegnare sedi alle associazioni e istituire un’assemblea mensile tra Assessore alla cultura e rappresentanti delle associazioni culturali ascolane.

Caro Emidio Catalucci di Sinistra democratica, caro Marco Regnicoli de L’Alveare, cari dirigenti e militanti del Partito socialista, siamo dei giovani ascolani, studenti e neo-laureati, simpatizzanti per diversi frammenti dell’area di centro-sinistra. Crediamo sinceramente che sarebbe un imperdonabile errore non unire tutte le forze che non possono non ritrovarsi in questa visione della città.

Partiti e associazioni importanti della sinistra e della società civile ascolana come Sinistra Democratica, L’Alveare e il Partito Socialista devono assolutamente dare il proprio contributo sin dal primo turno sostenendo con entusiasmo l’unica coalizione in grado di far cambiare rotta ad una città che si sta lentamente spegnendo, costringendo gran parte della nuova generazione all’esodo di massa.
Logiche altrimenti basate su guerre di fazioni o personalità, troppo simili a ciò cui ci ha abituato il centro-destra ascolano in questi ultimi anni, non potranno essere minimamente comprese dall’elettorato e rischiano seriamente di riconsegnare per altri cinque anni la città a quei partiti che hanno già distrutto la nostra speranza di poter vivere ad Ascoli.

Vi chiediamo dunque un gesto di responsabilità e dunque un passo indietro sulla presentazione di candidature alternative a quella di Antonio Canzian.
Solo uniti potremo cambiare il futuro della nostra città, e non solo quello di qualche famiglia e lobby cittadina.

Con stima, fiducia e speranza,

I giovani per l’unità della sinistra ascolana

Giovedi 30 ore 18, i giovani incontrano Canzian

April 23, 2009 by sinistradiffusaap

Giovedi 30 aprile alle ore 18
presso la sede elettorale del candidato sindaco Antonio Canzian
in Corso Vittorio Emanuele (ex Gallo d’oro)

ANTONIO CANZIAN INCONTRA LE NUOVE GENERAZIONI

Il Comitato dei giovani “Per l’unità della sinistra ascolana” parteciperà ed interverrà rinnovando pubblicamente le tematiche dell’appello.
Siete tutti invitati a partecipare all’incontro, è importante una partecipazione numerosa ed attiva per rilanciare i temi dell’unità della sinistra e del rinnovamento politico e culturale di Ascoli Piceno.

Appello all’unità della sinistra ascolana: superare le divisioni personalistiche per il bene della città

April 16, 2009 by sinistradiffusaap

Mentre la città continua a soffocare lentamente, schiacciata dai clientelismi e dalla miopia politica che l’hanno ridotta a fanalino di coda della provincia e della regione, la sinistra ascolana dimostra nelle ore decisive delle trattative pre-elettorali di saper pensare soltanto al proprio calcolo egoistico, dividendosi per gelosie e incomprensioni personali. Invece di lavorare insieme per rilanciare la città e liberarla dai meschini ricattucci, ben distanti da ogni interesse comune e da ogni disegno di rilancio e di sviluppo, in cui è imploso il centro-destra ascolano negli ultimi mesi, assistiamo ad una serie di messaggi in codice, candidature poco spontanee, guerre intestine fra partiti, fazioni e personalità.

Per noi, giovani nati ad Ascoli Piceno negli anni ‘80 che si identificano nei valori della sinistra, questi litigi sono incomprensibili – o forse sarebbe il caso di dire fin troppo familiari, già visti: piccoli ricatti per una poltrona in più o per qualche assurda guerra di potere interna ai partiti: logiche troppo simili a quelle con cui il centro-destra si è mosso in questi anni di gestione sclerotica, clientelare e familiare delle istituzioni che dovrebbero essere della comunità.

Ora sembra essere arrivato il turno del centro-sinistra: dividersi invece di unirsi, lottare per uno strapuntino invece che per un rilancio complessivo, razionale ed umanistico della città, per un programma politico di rinnovamento e speranza che guardi, parli e si confronti con le nuove generazioni: studenti, giovani universitari, ricercatori, lavoratori precari e disoccupati, che a causa della cieca e provinciale gestione da parte del centro-destra sono sempre più indotti alla fuga di massa dal territorio, alla disillusione e alla disaffezione politica e quindi elettorale.

Più di ogni altra cosa stupiscono le voci che si inseguono, sempre più credibili e preoccupanti, di una strategia suicida di parte della sinistra che preferirebbe appoggiare segretamente Amedeo Ciccanti come sindaco piuttosto che dover “accettare” la candidatura di Antonio Canzian per il Comune.

Invece di lavorare uniti per una città diversa, che finalmente possa avere un futuro e che non affoghi invece nei clientelismi, nelle piccole lobby di potere e negli appalti inutili concessi ad amici e sostenitori in cambio di qualche voto – si preferisce sostenere il candidato che più di chiunque altro rappresenta questo modo di fare politica volto esclusivamente al consolidamento della propria posizione e alla riproduzione infinita dello status quo: una città di rotonde, camerieri e parcheggiatori!

Non è politicamente comprensibile, da un punto di vista politico e di valori, che parte trasversale del mondo della “sinistra”, decida di boicottare questa grande possibilità di cambiamento rappresentata dalla candidatura unitaria di Antonio Canzian.

Come personalità indipendenti che, pur non appartenendo a nessun partito, si riconoscono nei vari segmenti del centro-sinistra, esprimiamo fermamente la nostra totale opposizione a questo “mercato delle vacche” in cui il futuro della città viene svenduto per gelosie personali e micro-poltrone locali. Chiunque voglia lavorare per dividere la sinistra, lo deve fare alla luce del sole, prendendosi le proprie responsabilità; le guerre sotterranee che servono solo al gioco di Ciccanti sono il vizio pericoloso di una politica sclerotizzata da interessi familiari o di fazione, che ricalcano in tutto e per tutto ciò che abbiamo già visto per troppi anni ad Ascoli.

Chiediamo a tutti i partiti del centro-sinistra ascolano, Partito democratico, Italia dei Valori, Partito socialista, Sinistra democratica, Movimento per la Sinistra, Verdi, Rifondazione comunista e Comunisti italiani, ed anche a tutte le liste civiche che hanno intenzione di operare un rilancio trasparente e virtuoso del “fare politica” ad Ascoli Piceno, guardando al bene comune e non agli interessi di qualche gruppetto di potere, di compiere uno sforzo comune per superare tutte le istanze di divisione personalistica, e di appoggiare con forza ed entusiasmo una candidatura unitaria che sappia promuovere un vero movimento di rinnovamento politico e culturale e di speranza per l’intera città.

Vogliamo avere una possibilità per vivere ad Ascoli Piceno, quella stessa possibilità che il centro-destra di Celani e di Ciccanti ci ha tolto!

Vogliamo una sinistra unita nei valori, e non divisa negli interessi personalistici!

Chiediamo a tutti i giovani ascolani e a tutti i cittadini che hanno ancora il donchisciottesco e folle sogno di abitare una città di fermento e sviluppo, e non di chiusura e cecità, di sottoscrivere e diffondere questa lettera. Chiediamo a tutti i vertici del centro-sinistra ascolano un gesto di responsabilità e di unità, per il bene di tutti e non soltanto per quello delle proprie famiglie o fazioni di riferimento.

 

Primi firmatari:

Riccardo Fabiani, 1981, laureato in Scienze politiche

Davide Nota, 1981, laureato in Lettere

Roberta Tarquini, 1985, laureata in Architettura

Fabio Nepi, 1982, laureato in Chimica

Luca Albertini, 1981, laureato in Filosofia

Andrea Marinucci, 1983, studente

Martina Sardi, 1982, studentessa

Flavia Fabiano, 1988, studentessa

Elisa Sansoni, 1983, studentessa

Fabio Monti, 1981, laureato in Lettere